Fibroblasto

Lug 20

Universi e soffitti

Assiso in un trono d’orgoglio, privo di ogni emozione il  cuore tende   alla deriva, cercando un effimero amore dalle mille luci

Ispirati da note notturne, solitari e privi di senso, pensieri si accalcano tra meandri lesi di una mente labile, universi lontani

Così sconfitto e vigliacco l’occhio vorace si spegne sotto il riflesso di un candido soffitto



Lug 09

Ci sono donne…


Ci sono donne che bussano alle tua ciglia, ti prendono il viso tra le

mani ed entrano dagli occhi, percorrono chilometri dentro di te e

combattono i tuoi demoni. Poi arrivano al cuore e la si fermano

…per un attimo…a volte per sempre (Anonimo)

Lug 07

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Lug 06

Matrix…e la presa di coscienza

Da quando finalmente ho preso coscienza che il sistema cerca costantemente di fotterti, di raggirarti di manipolarti, di sfruttarti, ho la sensazione che la vita sia più dura ma anche più vera. Tutto è diventato faticoso, un continuo leggere di notizie e azioni che mi fanno indignare…arrabbiare…incazzare come una bestia. A volte mi sento come Neo in Matrix quando esce dal mondo virtuale creato dalle macchine e si ritrova brutalmente  nella schifosissima realtà. E’ successo per caso, e per caso il mio Morpheus si è palesato un giorno su Twitter in forma di un centinaio di caratteri che dicevano: “La rete è un mezzo troppo potente per svilirlo con simili cazzate.” E’ stato un flash. Quelle parole hanno scavato un solco tra il prima e il dopo del mio uso quotidiano della rete, non più solo cazzeggio come facevo in precedenza ma principalmente una ricerca di notizie da fonti nuove, diverse e non allineate al sistema, discussioni, scambi di opinioni, organizzazioni di eventi, tutto. Finalmente un mezzo con cui riconoscerci e ritrovarsi, discutere anche aspramente, un luogo dove non sentirsi più solo contro tutti, ma insieme per cambiare. Il bello è che poi tutto non rimane relegato nel cubo ma esce e si manifesta ormai quotidianamente nella vita di tutti giorni. Eppure non è facile, concedetemelo, è una battaglia impari contro un sistema potente a volte vien voglia di lasciar perdere, di tornare su quel divano con quell’inutile telecomando in una mano e una birretta gelata nell’altra, li fermo senza pensare eppure, come Neo, ormai è troppo tardi per tornare indietro.

Lug 05

Black Bloc: realtà o invenzioni mediatiche?

Proteste NO TAV

Li avevamo lasciati il 14 dicembre dello scorso anno mentre si scontravano per le vie del centro di Roma: una guerriglia urbana con feriti alla fine sia tra i manifestanti che tra gli uomini in divisa. “La capitale assediata dai black bloc” era il titolo quasi unanime dell’informazione italiana il day after.

 Pochissime le voci dissonanti che cercavano di capire cosa fosse successo in realtà quel pomeriggio in cui Berlusconi in Parlamento incassava, grazie alla compravendita di qualche deputato, la fiducia. Anarchici e black bloc armati di molotov, ordigni, forse addirittura armi – secondo i media – avevano devastato e saccheggiato Roma. “Individui, ovviamente, estranei al movimento dell’Onda” era un altro commento che andava molto in voga il giorno dopo gli scontri. Poi, pian piano, la verità è iniziata  ad emergere:  i fermati erano giovani, senza precedenti penali, tutti italiani e con nessun caso di violenza alle spalle. Insomma, ragazzi come tanti che quel giorno decisero – giusto o sbagliato non sta al cronista dirlo – la via dell’indignazione, della rivolta urbana per far sentire la propria voce. Il proprio malessere sociale e politico nei confronti di Berlusconi e, più in generale, contro la precarizzazione del proprio futuro.

Chi scrive era convinto che quello fosse l’ultimo abbaglio di una sistema d’informazione alquanto opinabile ma ecco in Val di Susa rileggere le solite favole, per non chiamarle “balle”. Sempre le stesse, pur di non analizzare la realtà. Pur di non capire i fenomeni, il giornalista mente. Si allinea al pensiero unico dominante. Non è in discussione il tema della violenza se legittima o meno per tali rivendicazioni, o di violenza utilizzata per difendersi (la tesi dei valsusini), qui siamo al tassello precedente: narrare i fatti di quella giornata, senza depistaggi. Come in quel famoso 14 dicembre si ricomincia a parlare di black bloc, di persone venute dall’estero, di anarchici che escono ad orologeria, di scontri voluti da infiltrati ben distanti dal vero comitato No-Tav che in realtà è iperpacifista. Insomma terroristi di professione rintanati tutto l’anno a casa e che poi approfittano delle mobilitazioni di massa per creare disordini. Per il resto del tempo  – per i media che sostengono questa tesi – vivono su Marte, “sul pianeta rosso bolscevico traditor” per dirla alla Corrado Guzzanti. E’ ora di smettere. E’ il momento di finire con la disinformazione.

“I black bloc sono un’invenzione, dietro quei caschetti e protezioni c’erano abitanti della valle o persone dei comitati”. Cosa devono dichiarare di più i leader storici dei No-Tav, per convincere il “sistema” che domenica non c’erano infiltrati, non c’erano black bloc, non c’erano 200 stranieri (al massimo qualche decina):  a scontrarsi con le forze dell’ordine (che, ricordiamo, hanno risposto all’assedio al cantiere dei manifestanti con una violenza inaudita: lancio di lacrimogeni a go-go, sparati ad altezza d’uomo, manganellate e pestaggi sui fermati) sono stati attivisti No-Tav o di movimenti affini. Non a caso le mobilitazioni No-Tav da anni sono in rete con molte altre in difesa, ad esempio, dei beni comuni. O con gli studenti o con i centri sociali. Insomma “gente normale”, che fa politica alla luce del sole. Quotidianamente.

Quindi in Val Susa non si può fare nessuna divisione – come vorrebbero fare in molti a sinistra – tra buoni e cattivi, tra “noi” e “loro”, tra persone per bene e black bloc (categoria sempre più vaga e fantasiosa). I media che descrivono l’assalto ai poliziotti, senza che ci fosse un solo giornalista nel bosco sopra il cantiere (le uniche immagini che circolano solo quelle girate dagli stessi attivisti),  dovrebbero fornire materiale per un ragionamento sull’accaduto, non disinformare e provare a dividere un movimento. Peccato. Davvero.

FONTE: Giacomo Russo Spena MicroMega

Lug 03

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Fibroplasti minacciosi alla fermata del treno

Primo post…pagina bianca, anzi grigia…mumble mumble. I fibroblasti sono tutti da costruire ma minacciosi lo sono già, le connessioni al momento sono zero ed io mi muovo in questo limbo apparentemente a mio agio ma con in testa, il mio embrione monoatomico, che non sa bene cosa dire non ricorda neanche perchè ha voluto aprire un blog anzi lo sa ma ne ha paura, vorrebbe scaricare in rete tutte le angoscie nascoste, i problemi di cui la gente non scrive mai, il lato oscuro delle persone. Insomma…condividere. Condividere le paure e i desideri, le ansie per il conto in banca sempre cosi rosso , la vicina che ti porteresti volentieri a letto, quelle fantasie cosi inconfessabil mischiate alle problematiche giornaliere, alla politica ai sentimenti. Insomma la vita. Probabilmente scriverò un sacco di cazzate , ma saranno le mie cazzate e la mia vita. Se qualcuno in qualche modo si immedesimerà nelle mie storie sarà perchè anche lui/lei ha un lato oscuro inespresso, un desiderio di giustizia, una visione di libertà.